La fotografia per lo studio e il restauro dei monumenti

Giuseppina Torriero

 

 

La  documentazione dell'immagine della città, del territorio e dei monumenti fino alla scoperta ed all'introduzione su larga scala della fotografia era affidata a forme di produzione artistica - che per lo più a livello incidentale rappresentavano paesaggi, brani di città o monumenti come sfon­di di altri soggetti, o come allegorie. A questo è proposito sono famose le rappresentazioni di città co­me illustrazioni di passi di testi sacri allusivi alla Gerusalemme celeste- o i paesaggi di sfondo delle rap­presentazioni giottesche e rinascimentali- In pochi casi e prevalentemente con finalità di studio alcu­ni monumenti dell'antichità vengono rilevati graficamente nei quaderni di Villard de Honnencourt o negli appunti di viaggio. Famoso per il territorio che ci riguarda è il rilievo delle Porta di Roma, rinve­nuto negli anni '20 nell'archivio dei disegni degli uffizi da Pietro Toesca.

A partire dal '700 in poi la creazione sistematica di vedute frutto di un vero e proprio genere artistico, ci tramanda l'immagine di frammenti di città e di opere di architettura, oggi trasformate o addirittura perse. L'introduzione della fotografia e il suo largo impiego non solo ha costituito la nascita di una nuo­va forma artistica ma rappresenta uno strumento eccezionale nel settore dello studio e del restauro dei monumenti della città e del paesaggio.

1. L'impiego della fotografia nello studio del monumento:

a) A partire dai primi anni dell'900 alcuni soggetti pubblici introducono l'uso della fotografia come
strumento di documentazione delle emergenze monumentali e le prime documentazioni fotografiche costituiscono il corredo di importanti pubblicazioni d'arte che ancora oggi fanno testo. Di grande rilevanza appaiono alcune immagini che accompagnano lo studio di Emìle Bertaux - uno studio sull'arte medioevale nell'Italia meridionale - che riproducono opere oggi completamente trasformate. Interessante e fortemente innovativa appare per esempio la documentazione effettuata  gli inizi degli anni '30 dal dirigibile Italia che per la nostra zona riprende alcuni scorci della città di Capua oggi totalmente irriconoscibili. Si tratta di uno dei primi esperimenti di questo tipo nato forse nel clima della cultura prebellica di quegli anni in considerazione del ruolo strategico che la città di Capua rivestiva - Que­sto tipo di ripresa che può essere considerata l'antesignana delle attuali riprese dai satelliti mostra per la prima volta le potenzialità di un sistema di ripresa dall'alto che mostra l'inserimento di un monumento nel proprio contesto.

b) la puntuale ripresa della fabbrica storica consente di percepire elementi e caratteristiche che ri­schiano altrimenti di non essere colte nel corso dei vari sopralluoghi. E' possibile per esempio rileva­re e documentare le irregolarità della tessitura muraria e la relativa documentazione correda il rilievo architettonico ragionato che costituisce la base necessaria per le scelte di restauro.

2. L'impiego della fotografia come documentazione delle scelte di restauro e delle tecniche costruttive storielle.

Il cantiere è una fase importantissima nello studio del monumento così come dell'opera d'arte. E' in fase di cantiere che l'edificio viene studiato da vicino nelle singole componenti materiche inoltre ciò che si vede o si realizza nel corso dei lavori in genere non è più visibile al termine dell'opera.

a)   Nel corso dei lavori vengono effettuati interventi di cui successivamente non resta traccia visibile è questo il caso dei consolidamenti a volte per ragioni di organizzazione di cantiere resta complicato redigere mappe dettagliate dei consolidamenti effettuate per esempio con le tanto famigerate tecniche delle perforazioni Una buona ripresa fotografica supplisce egregiamente a tale bisogno ed è inoltre una prova inconfutabile tanto che spesso la raccolta di una accurata documentazione fotografica finisce con il sostituire in maniera egregia anche il giornale di restauro che le Carte del Restauro elencavano fra i documenti indispensabili del cantiere. Infatti la documentazione fotografica è indispensabile per documentare la situazione dell'edificio ante e post operava inoltre può documentare i vari saggi cono­scitivi che in genere il tecnico responsabile attua a monte di ogni scelta : caso emblematico è quello della scelta delle tinteggiature spesso tale momento è preceduto da saggi di pulitura che mirano ad in­dividuare le varie trasformazioni cromatiche delle superfici ed è da queste indagini che scaturiscono le scelte di restauro.

b)        In fase di cantiere si possono vedere da vicino e documentare le tecniche costruttive tradizionali impiegate nella realizzazione della singola opera e verificare la diffusione di tali  tecniche sul territorio. A questo proposito agli inizi degli anni '90 la Soprintendenza di Caserta realizzò una mostra foto­grafica dal titolo la materia del costruito che rappresentava proprio il tentativo di documentare sistematicamente le tecniche costruttive storiche spesso ormai in disuso. Oltre al valore di documentazione l'iniziativa aveva l'obbiettivo di creare una sorta di manuale delle componenti architettoniche degli edifici di competenza della Soprintendenza come guida per coloro che si trovassero a dover ripro­porre tali elementi o a doverli restaurare. Infatti non si può ignorare la circostanza che un monumen­to non è solo la sua forma esteriore ma in quanto opera con forti componenti tecnologiche deriva an­che dalle scelte materiali che sottostanno alla progettazione. Pertanto nel restauro, obbiettivo prima­rio non è solo la ricomposizione dell'aspetto esteriore dell'edificio, ma anche la conservazione delle componenti materiali di cui è fatto. Conoscere nel dettaglio le modalità esecutive delle diverse tecni­che costruttive costituisce un ottimo punto di partenza per la realizzazione di un corretto restauro e ciò non sarebbe possibile senza avere a disposizione l'immagine fotografiche dal momento che il testo non può da solo descrivere modalità di esecuzioni che spesso si avvalgono di terminologie gergali.

3. L'impiego delle tecniche fotografiche come strumento di lavoro per la valutazione delle scelte progettuali

L'introduzione della fotografia digitale e la diffusione di programmi di foto manipolazione ha aperto nuovi sentieri all'impiego dell'immagine fotografica in fase di cantiere.

a)   Interessante è notare per esempio la possibilità straordinaria offerta da questo strumento per ricomporre le immagini originarie di edifici che nel tempo hanno subito pesanti trasformazioni, come nel caso di monumenti che abbiano subito l'aggressione di edificazioni selvagge che hanno completa­ mente trasformato il rapporto fra la fabbrica ed il contesto.

b)        Un'ulteriore possibilità consiste nel simulare con tecniche informatiche una serie di trasformazio­ni dell'edificio frutto delle diverse ipotesi progettuali. Tale possibilità di estremo interesse consente di realizzare immagini di monumenti in cui ad esempio le tinteggiature delle superfici vengono realizza­te in modo diverso a secondo dei risultati delle indagini effettuate in cantiere e della fase storiche che il progettista intende riproporre. Altra applicazione di grande rilievo è certamente quella che consen­te di valutare la resa estetica di una soluzione ad esempio nel caso dell'integrazione delle lacune, pro­blema di grande rilevanza per l'impatto che questi tipi di interventi hanno sulla immagine dell'edificio e del contesto.

c) Una terza possibilità è rappresentata nella foto simulazione per quanto riguarda l'impatto delle ope­re sul paesaggio. Molti degli interventi infrastrutturali prevedono forme di valutazione per la cui ap­plicazione è importante la fotosimulazione l'esempio che forse ci è più familiare sono le immagini che corredano il progetto del ponte sullo stretto che vengono trasmesse dai mass media a corredo delle va­rie proposte progettuali.